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In questo articolo esaminiamo le possibili fonti di finanziamento di un'associazione e le regole di corretta gestione del patrimonio.
Le fonti di finanziamento
Le associazioni recuperano i fondi per finanziare la loro attività in vari modi:
- la quota d’iscrizione, annualmente conferita dai soci all'associazione, che è necessario versare per fare parte dell'associazione e per avere diritto di voto nell'assemblea;
- eventuali contributi ulteriori, richiesti ai soci dal Consiglio Direttivo dell'associazione, per fare fronte ai costi delle attività proposte o ad eventuali debiti;
- le donazioni, effettuate dai soci o da terzi, o eventuali contributi di comuni, province, regioni, enti pubblici ecc....
- i corrispettivi versati per la partecipazione alle attività statutarie organizzate dall'associazione ( quando tali corrispettivi non eccedono i costi effettivi di svolgimento delle attività);
- i corrispettivi ricavati dall'attività commerciale organizzata in via marginale dall'associazione, cioè i proventi ricavati da attività tipicamente commerciale (vendita di beni, organizzazioni di viaggi, attività pubblicitaria, somministrazione di pasti ecc...) e i corrispettivi versati per la partecipazione alle attività statutarie organizzate dall'associazione, quando tali corrispettivi eccedono i costi effettivi di svolgimento delle attività. In tal caso i proventi dell'attività commerciale non devono mai superare i proventi derivanti dall'attività non commerciale.
- quanto ricavato da raccolte pubbliche di denaro, che possono essere organizzate saltuariamente durante l'anno.
La gestione del patrimonio
Il denaro raccolto andrà depositato nel conto corrente dell'associazione, aperto presso un istituto di credito. Solitamente, sono delegati ad operare sul c\c il presidente e il tesoriere. E' utile rilevare che tutte le decisioni riguardante la gestione economico \ finanziaria sono prese dal Consiglio Direttivo. Quanto ricavato andrà utilizzato per raggiungere lo scopo dell'associazione, e non potrà essere investito per altri scopi diversi dalla missione dell'ente.
E' inoltre necessario ricordare che le somme raccolte sono dell'associazione, e non dei soci, e sono vincolate al raggiungimento degli scopi associativi. Infatti, gli enti associativi sono figure giuridiche autonome rispetto ai propri soci, ed loro patrimonio è autonomo e separato da quello degli stessi soci. Quest'ultimi, potranno ricevere rimborsi per le spese sostenute o compensi per l'attività svolta a favore dell'associazione, con le modalità indicate nella parte fiscale di questo sito.
Gli introiti e le spese andranno rendicontate su fogli cassa settimanali o mensili, rendicontazione che permetterà di compilare il bilancio annuale che l’assemblea dei soci dovrà approvare. Abbiamo già rilevato che non è escluso che l’associazione possa conseguire alla fine dell’anno un avanzo economico (che propriamente non è un utile), che verrà accantonato e trascritto nel bilancio dell’anno successivo.
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avv. Nicola Ferrante (aggiornato al 2026)
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