Il Codice del terzo settore ha reso obbligatoria la tenuta di alcuni libri sociali, che servono agli associati o aderenti per seguire e controllare la vita degli enti del terzo settore. Oltre alle scritture contabili e al registro dei volontari, gli enti del terzo settore devono tenere i seguenti libri sociali: il libro degli associati o aderenti, il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico; il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di amministrazione, dell’organo di controllo e di eventuali altri organi sociali. I primi due libri sono a cura dell’organo di amministrazione, il terzo dell’organo cui si riferisce. Secondo le modalità previste dallo Statuto o dall’atto costitutivo, gli associati o gli aderenti hanno diritto di esaminare i libri sociali.
Il Codice del terzo settore prevede come obbligatorie altre scritture diverse dai libri sociali:
- Il registro dei volontari, in cui sono iscritti tutti i volontari non occasionali;
- Le scritture contabili e relative a bilancio: il bilancio di esercizio deve essere formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale, con l’indicazione dei proventi e degli oneri dell’ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e gestionale dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie;
- Nel caso degli enti del terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma d’impresa commerciale, il libro giornale e il libro degli inventari, nonché le altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa;
- Il bilancio sociale, nel caso degli enti del terzo settore con ricavi, proventi o entrate comunque denominate superiori ad un milione di euro.