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a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Disciplina dei compensi per istruttori sportivi

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Il nostro ordinamento assoggetta ad una disciplina fiscale agevolata i compensi, rimborsi forfettari di spese, le indennità di trasferta, corrisposte a soggetti che svolgono l'esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica, nonché i compensi corrisposti per attività amministrativo-gestionale a carattere non professionale nella forma della collaborazione coordinata e continuativa.

Per i soggetti che svolgono esercizio diretto di attività sportiva si intendono gli allenatori o istruttori sportivi, gli atleti dilettanti, i giudici di gara, i commissari, manutentori e allestitori di impianti, responsabili di attrezzature sportive. Invece, per quanto riguarda le attività amministrativo gestionale queste devono essere di natura non professionale ed essere relative alla gestione dell'associazione, come la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della cassa, la tenuta della contabilità, da parte di soggetti non professionisti.

Secondo la normativa le stesse indennità, i rimborsi forfetari, i  premi e i compensi non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore  nel periodo d’imposta a complessivi 7.500 euro.  Non concorrono altresì a formare il reddito i rimborsi di spese documentati relative al vitto, alloggio, al viaggio e ai trasporti sostenuti  in occasioni di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.

Possono quindi usufruire di tale detassazione:

  • gli atleti dilettanti;
  • docenti, istruttori, preparatori  atletici e tecnici che svolgono questa attività in modo non professionale (anche se soci dell’associazione o membri del consiglio direttivo);
  • arbitri o giudici di gara;
  • commissari di gara e cronometristi;
  • dirigenti accompagnatori;
  • massaggiatori, fisioterapisti ecc….

Il regime di favore trova applicazione ( ad esclusione per  le attività amministrativo gestionale) solo per i compensi, le indennità, premi e rimborsi forfetari corrisposti in relazione a prestazioni funzionali all’attività sportiva dilettantistica o a manifestazioni sportive dilettantistiche.

Quindi tali compensi, percepiti annualmente entro l’importo di 7.500 euro,  sono sempre esclusi da tassazione. Per la parte accedente a tale importo e fino alla somma di 28.158,28, tali compensi scontano una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, mentre per la parte eccedente  scontano una ritenuta a titolo d’acconto.

Da rilevare, che non è necessario che il lavoro del collaboratore (ad esempio gli istruttori sportivi) sia finalizzato alla realizzazione di una manifestazione agonistica, essendo  compresa nell'esercizio diretto di attività sportiva anche l'attività didattica formativa non finalizzata la competizione.

L'associazione sportiva dovrà sottoscrivere, con il suo collaboratore, un contratto di prestazione sportiva, emettendo ricevute per i compensi corrisposti allo stesso. In ogni caso, questi soggetti non devono operare professionalmente, cioè non devono svolgere come principale professione le suddette attività.

Riguardo invece i rimborsi spese, sostenute nell’ambito di attività sportive dilettantistiche fuori dal territorio comunale, sono in ogni caso esclusi da tassazione indipendentemente dal loro importo. Inoltre, le medesime somme non vanno a cumularsi per il raggiungimento del limite dei  7.500 euro previsto per i compensi, indennità e premi.  E’ comunque da precisare che tali spese dovranno essere documentate, cioè dovranno essere depositate nella contabilità associativa le pezze giustificative di tali esborsi (scontrini, fatture ecc…….). Inoltre, tale regime vale solo per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dove ha sede l’associazione. 

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avv. Nicola Ferrante (aggiornato ad agosto 2013)

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